Lettera a Ernesto Galli Della Loggia a proposito della riforma Gelmini
Posted by Patrizia Angela Pasquino • Thursday, December 31. 2009 • Category: news
di Silvia Minardi Al signor Ernesto Galli Della Loggia vorrei provare a spiegare perché la cura che il ministro Gelmini propone alla scuola italiana è in contraddizione con la pretesa di voler migliorare la qualità della nostra scuola. E spiegare a Lei, ma soprattutto all’opinione pubblica le ragioni per cui la protesta di queste settimane nel Paese è una protesta che trova il suo fondamento e la sua giustificazione nell’idea di scuola che noi abbiamo e che, ovviamente, contrasta con la Sua e con quella dell’attuale Ministro dell’Istruzione.
Ma andiamo con ordine.
Ammettiamo che sia vero che in tutti i confronti internazionali i nostri studenti ottengono risultati inferiori a quelli dei loro coetanei, perché il ministro Gelmini decide di infierire proprio sulla scuola primaria che, ad oggi, continua ad essere riconosciuto da tutti gli organismi internazionali come uno dei migliori sistemi di istruzione al mondo in termini di risultati di apprendimento e di competenze raggiunte dai bambini.
I dati su questo, come sugli altri segmenti della nostra scuola, sono lì a dirci che per questo governo la scuola deve semplicemente costare di meno. Tutto il resto non conta. Soprattutto non contano le nuove e diverse esigenze dei bambini di oggi in una società sempre più complessa e in continua evoluzione. Anzi meno sanno, meglio è.
A tutti vorrei ricordare le parole di Derek Bok, presidente emerito dell’Università di Harvard, quando dice “Se pensate che l’istruzione sia costosa, provate l’ignoranza”. Ma di questo parleremo un’altra volta.
Adesso proviamo a scriverli i dati che anche Lei, signor Galli della Loggia, dovrebbe conoscere e commentare. Sulla base delle recenti decisioni assunte, nella scuola primaria l’innalzamento del rapporto alunni/classi dello 0,4 produrrà la riduzione di 4.867 posti di lavoro. Si passerà da 18,69 a 19,09 alunni per classe. Ci saranno 2.900 classi in meno, cioè circa 55.000 alunni da ricollocare.
Per circa 100.000 classi su 138.000 l’orario settimanale sarà ridotto mediamente di 3 ore, in questo modo saranno tagliati 14.000 posti. Il mantenimento delle classi a modulo o a tempo pieno dipenderà quindi dal numero di classi attivate a 24 ore settimanali con il “maestro unico”. L’insegnamento della lingua inglese sarà affidato solo alle insegnanti specializzate, quindi verranno tagliati tutti gli 11.200 posti delle insegnanti specialiste. In tutto per la scuola primaria il taglio sarà di 30.067 posti.
A cui occorre sommare il dato di 29.740 posti nella secondaria di primo grado e 27.593 posti nella secondaria di secondo grado. Insomma, la cifra totale di posti tagliati (tra personale docente e non docente) in tre anni è di 132 mila. E tutto questo mentre il numero degli alunni è previsto in aumento.
E per capire la gravità della decisione assunta proviamo........
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